La maculopatia, prima causa di cecità nei Paesi industrializzati e terza a livello mondiale, è una malattia che affligge ancora milioni di persone, ma da una quindicina d’anni il trattamento della sua forma più grave, la cosiddetta Amd umida, ha fatto passi da gigante. Merito dei farmaci che contrastano la formazione anomala di vasi sanguigni all’interno della retina, dai quali fuoriesce un liquido che provoca il rigonfiamento della retina e la progressiva perdita della vista. Se ne è parlato durante la seconda edizione di Eyennovation, congresso di oftalmologia organizzato da Novartis a Baveno, sul Lago Maggiore. Per questo la ricerca si è concentrata sullo studio di molecole che durino di più, come conferma Federico Ricci, professore aggregato di oftalmologia all’università di Roma Tor Vergata. La ricerca è dunque fondamentale, ma anche la diagnosi tempestiva per aumentare le possibilità di intervento e di salvataggio della vista.

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