Nonostante il Servizio sanitario nazionale destini ai pazienti oncologici circa il 14% della spesa sanitaria complessiva, una quota pari a circa 16 miliardi di euro nel 2018, le spese private sono in aumento. E a rendere ancora più complessa la quotidianità dei malati oncologici è anche la difficoltà a conservare il proprio posto di lavoro, soprattutto per le donne ed i lavoratori autonomi. A puntare i riflettori sulle diverse facce della malattia è l’11/mo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, promosso dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) e realizzato da Datamining, in collaborazione con Aimac, INT di Milano e Pascale di Napoli, presentato in Senato in occasione della 14/ma Giornata nazionale del malato oncologico. Tra le voci di spesa, il 57,5% dei 1.200 malati rispondenti all’indagine (corrispondenti a circa 1milione e 900 mila pazienti) ha speso per visite ed accertamenti in media 406 euro l’anno; il 39,3% (pari a circa 1milione e 300mila malati) ha speso per trasporti 797 euro in un anno; il 15,7% (pari a 518mila malati) ha speso per spese alberghiere e vitto in media 1.180 euro in un anno e il 4,9% (pari a quasi 162mila malati) ha speso per la chirurgia ricostruttiva in media 2.603 euro a prestazione, per una media di 1 prestazione per anno. Inoltre, il 5,4% (corrispondente a 178mila pazienti) ha speso per colf, assistenti domiciliari e badanti in media 1.371 euro in un anno. In totale, la spesa sostenuta direttamente dai malati è pari a 2 miliardi e mezzo per spese mediche e 2 miliardi per spese non mediche. Spese alle quali si aggiunge pure la preoccupazione di non riuscire a conservare il posto di lavoro, soprattutto per le donne (che hanno perso giornate di lavoro o studio nel doppio dei casi degli uomini), per i lavoratori in età tra 55 e 64 anni e per i lavoratori autonomi. Così, solo il 55% dichiara di aver potuto mantenere il proprio reddito ai livelli precedenti ed il 64,3% dei malati intervistati afferma che il complesso delle spese sostenute nell’ultimo anno ha inciso sul bilancio familiare. Insomma, “a distanza di 6 anni dalla precedente ricerca, la situazione sociale dei malati di cancro non sembra essere migliorata, ed anzi le difficoltà psicologiche, economiche e lavorative sembrano essersi aggravate.

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