Infezioni ospedaliere: nuove tecnologie per ridurre i contati

Le infezioni ospedaliere provocano 7.000 morti ogni anno: i reparti dove è più facile contagiarsi sono la Terapia Intensiva con 20,60 per cento dei casi, Medicina con 15,33% e Chirurgia (14,20%).

E’ un fenomeno estremamente complesso e preoccupante contro il quale combattono medici e ricerca per mettere a punto metodologie e soluzioni in grado di contrastare e ridurre in modo consistente i rischi di contagio. Se ne è discusso a Napoli, alla Università Federico II, nel corso del seminario ‘Microorganismi resistenti in ospedale e la disinfezione in aerosolizzazione come offerta tecnologica, cosa indica la normativa’.

“Abbiamo fatto il punto della situazione sulle moderne tecniche di disinfezione e sterilizzazione utilizzando l’aerosolizzazione – ha detto Maria Triassi, direttore del Dipartimento Assistenziale di Sanità Pubblica e Farmaco Utilizzazione che ha ospitato il seminario – Ci si muoverà sulla valutazione di evidenza facendo analisi di efficacia e di efficienza della metodologia utilizzata e delle possibili applicazioni. Come dipartimento abbiamo ospitato questo seminario anche per promuovere le attività di ricerca sulla disinfezione e sterilizzazione per la formazione di studenti e operatori sanitari”.Debellare radicalmente le infezioni non è possibile; è invece possibile elaborare sempre nuove strategie e metodologie che permettano da un lato attuare controlli seri e tracciabili e dall’altro di utilizzare presidi sempre più efficaci a contrastare il contagio. Oreste Caporale, docente del Dipartimento di Sanità, sottolinea che è più corretto parlare di controllo ambientale sulle infezioni.

“Il controllo ambientale sulle infenzioni viene fatto con vari sistemi – ha puntualizzato Oreste Caporale, docente del Dipartimento di Sanità – Uno di questi è da disinfezione. Gli antibiotici, infatti, sono armi spuntata; utilizzare correttamente i disinfettanti è un’arma importantissima e non sostituibile”.

Tra le modalità analizzate dal seminario c’è l’aerosolizzazione con perossido di idrogeno. Rosa Incarnato, biologo WPbiomed, ha illustrato a alcune caratteristiche di una soluzione messa a punto con il sistema ‘Microdefender’ che consente anche una mappatura di tutto il processo che l’operatore sanitario deve seguire.

” ‘Microdefender’ – ha detto a margine del seminario Rosa Incarnato, biologo WPbiomed – aerosolizza una formulazione a base di perossido di idrogeno, ma la peculiarità di questo sistema risiede nella mappatura di tutte le operazioni effettuate mediante una piattaforma on- line, in grado di rilasciare un certificato sulla tracciabilità di tutte le operazioni effettuate”.

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