Il 9 luglio era la data scelta dal WWF per identificare, in via simbolica, l’esaurimento delle scorte di pesce, molluschi e crostacei in Europa, che prende il nome di “Fish Dependence Day“. E se per l’Europa la notizia non è certamente buona, per l’Italia va ancora peggio, come riporta il WWF: “L’Italia ha esaurito l’equivalente della propria produzione annua il 6 aprile di quest’anno. In poco più di tre mesi abbiamo consumato l’equivalente dell’intera produzione ittica annuale interna: la nostra domanda di consumo è talmente alta da eccedere di circa 3 volte il supporto alimentare che pesca e acquacoltura nel Mediterraneo possono sostenere. Non a caso gli italiani sono tra i maggiori consumatori in Europa con in media circa 29 kg di pesce a persona all’anno (la media pro capite europea è di 22,7 kg/anno.” Ma di fatto cosa comporta tutto questo? L’obbligo ad acquistare pesce, crostacei e molluschi di importazione fino al prossimo anno perché nei nostri mari è esaurito. Un campanello d’allarme importante, che dovrebbe incentivare i consumatori a fare scelte sostenibili, anche nei semplici acquisti di ogni giorno. Perché sono i piccoli gesti responsabili a fare, tra le altre cose, la differenza. Motivo per cui il WWF ha creato online il banco del pesce interattivo, uno strumento che permette di verificare quanto sono sostenibili i propri acquisti. E ha fornito alcuni suggerimenti per i consumatori responsabili: per esempio leggere sempre bene le etichette per comprare pesce sostenibile, prestare attenzione alle taglie minime di pesce, approfondire il discorso certificazioni, acquistare specie locali evitando sprechi. Purtroppo la situazione a livello mondiale non è per niente positiva, come ha confermato Eva Alessi, responsabile del progetto Fish Forward: “Mai come oggi è stato di così vitale importanza mettere in atto comportamenti sostenibili per la salvaguardia degli ecosistemi marini. Il WWF è impegnato a favore di una pesca sostenibile a 360 gradi con il coinvolgimento attivo delle aziende del settore perché si impegnino nella trasformazione delle proprie attività di approvvigionamento, e con i consumatori perché sia in grado di adottare comportamenti responsabili.”

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