Nella battaglia contro i tumori serve più impegno anche da comuni e Regioni, perché la lotta contro le malattie oncologiche va combattuta a 360 gradi da tutti gli attori, incluse le Istituzioni locali. È questo il principale messaggio che l’oncologo Francesco Cognetti e il giornalista Mauro Boldrini lanciano col libro “Ritorno alla vita. Conoscere, prevenire, sconfiggere il tumore” promosso da Fondazione Insieme contro il Cancro e presentato presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. “Inquinamento atmosferico, stili di vita scorretti, scarsa adesione ai programmi di screening anti-cancro. Diventano sempre più consistenti i fattori di rischio oncologico. Anche le amministrazioni locali, non solo quelle nazionali, devono dunque impegnarsi di più per ridurre i 373mila nuovi casi di tumore che ogni anno colpiscono i cittadini del nostro Paese. Non solo. I rappresentanti istituzionali delle città e delle Regioni possono realizzare atti concreti per migliorare la qualità di vita e l’assistenza agli oltre 3 milioni di pazienti oncologici italiani – afferma Francesco Cognetti, presidente di Fondazione Insieme contro il Cancro -. Abbiamo voluto sollecitare i rappresentanti delle Istituzioni locali e chiedere loro quali programmi stanno realizzando per tutelare, a 360 gradi, la salute dei cittadini, a partire dal delicato tema dell’ambiente”. L’impegno per la tutela della salute deve essere comune: “I cittadini, da parte loro – spiega Mauro Boldrini, direttore Comunicazione di Insieme contro il Cancro – adottando uno stile di vita sano e aderendo ai programmi di screening anticancro e le Istituzioni garantendo a ogni paziente la possibilità di accedere alle cure più efficaci”.  Solo nel 2018, in Italia, ha ricordato Cognetti, “sono stati colpiti dal cancro 194.800 uomini e 178.500 donne. La sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 63% tra la popolazione femminile e risulta migliore rispetto a quella maschile e l’Italia è ai primi posti in Europa per i risultati registrati nella lotta a neoplasie importanti e molto diffuse come quelle al seno e alla prostata. Ma, se vogliamo davvero fare un salto di qualità nell’assistenza, bisogna realizzare e rendere subito operativo il sistema delle reti oncologiche in tutte le Regioni”. Solo così, afferma l’oncologo, “possiamo garantire uniformità di comportamenti, governo dei percorsi dei pazienti ed equità di accesso alle cure in tutte le fasi della malattia”.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata