Quest’estate un italiano su cinque (19%) ha affrontato la vacanza con il proprio amico a 4 zampe, grazie ad una accresciuta cultura dell’ospitalità “pet friendly” che è andata aumentando lungo tutta la Penisola. Il dato emerge da una analisi Coldiretti. Tuttavia, questa maggiore disponibilità purtroppo non ha ancora debellato completamente la piaga degli abbandoni con una media che nel periodo estivo sfiora circa 20mila cani al mese”.
per fortuna sempre più persone sembrano scegliere una vacanza a misura di cane,  ma anche se negli ultimi anni ci sono stati dei progressi nelle località di villeggiatura, spesso le spiagge pubblicizzate come ‘animal friendly’ nascondono delle insidie. A suggerire come scoprirle l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa). Nel nostro Paese – come spiega l’associazione animalista- non c’è infatti una normativa univoca che disciplini l’accesso dei cani in spiaggia. La materia è lasciata alla gestione dei sindaci e delle Capitanerie di Porto che decidono in autonomia come regolarla. E anche se molti Comuni hanno finalmente iniziato a comprendere che il turismo con i pet è una risorsa preziosa per l’economia locale, accade talvolta che ordinanze all’apparenza permissive nascondano in realtà delle vere insidie. Di qui alcune raccomandazioni. Prima fra tutte quella d’informarsi bene prima di partire contattando gli uffici comunali e consultando direttamente il testo del provvedimento che disciplina l’accesso dei cani alle spiagge. Controllare sempre quale sia il tratto aperto ai cani consultando eventualmente le mappe online. Ci sono poi in alcuni casi delle restrizioni orarie che non vanno ignorate oppure una delle discriminanti per la permanenza del cane in spiaggia potrebbe essere il consenso degli altri bagnanti. Se la pubblicità funziona in positivo, altrettanto ha effetto in negativo, perciò nel caso si ritenessero le limitazioni assurde o immotivate l’Enpa consiglia di scrivere sulla pagina Facebook – dell’amministrazione comunale. Una critica sarà sicuramente uno stimolo per eliminare barriere insensate e fare del Comune una località realmente animal friendly”.

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