Ambiente: cambiare si deve! L’aria che uccide

Un approccio positivo nell’affrontare le più delicate tematiche ambientali del momento: Ambiente, cambiare si deve!

Alla base del rapporto difficile, e spesso conflittuale, tra uomo e ambiente sta il diverso modo di affrontare i problemi. Siamo arrivati ad un punto in cui la scelta deve essere fatta, sia nella nostra piccola routine quotidiana che nel nostro sistema sociale, purtroppo attualmente basato soltanto sugli interessi economici.

In questa prima puntata abbiamo il piacere di ospitare l’ingegnere Dario Faccini, segretario nazionale di ASPO Italia. Insieme a lui ci dedicheremo all’inquinamento dell’aria valutando i tre veri responsabili: il traffico, il riscaldamento e l’agricoltura.

Per il traffico veicolare qualcosa è stato fatto grazie all’Unione Europea: con le limitazioni alle emissioni veicolari rappresentate dagli standard EURO, si è abbassato sia il particolato che gli ossidi di azoto emessi, soprattutto per i motori a benzina. Per i motori diesel, alla luce dei recenti scandali sull’alterazione dei test di aderenza agli standard EURO, invece si è fatto molto meno. In generale la situazione è comunque migliorata, tanto che ormai si parla di emissioni non solo per gas esausti, ma anche del consumo dei pneumatici e dell’asfalto. Dal 1990 al 2015 le emissioni da traffico sono calate del 60%. Ma per dare un’idea dell’inquinamento dato da legna e pellet basti pensare che un camino tradizionale a legna inquina come un’auto che viaggia per oltre 100.000 km, con una stufa a legna moderna si può scendere a 40.000 km, con una a pellet siamo sotto ai 30 mila km, con una a gasolio sugli 8 mila e con una a metano 4.000. Purtroppo si confonde troppo spesso il concetto di “rinnovabile” con quello di “pulito”. L’Italia è inoltre il primo importatore al mondo di legna e pellet. La legna ha senso, come vedremo, solo nei luoghi di montagna o per chi ne ha una disponibilità diretta.

Altro aspetto importantissimo che pochi collegano all’inquinamento dell’aria è l’agricoltura: sembra paradossale ma anche gli animali da allevamento inquinano. Il mondo dell’agricoltura e degli allevamenti in Italia producono il 96% di tutta l’ammoniaca nell’aria, un’inquinante che, insieme ad altri, produce il pericoloso particolato secondario (smog).

Scopriremo così che, ad esempio, un bovino da latte inquina in inverno come un’auto a benzina che percorre 55 mila km! Cosa fare quindi per lasciare un Pianeta vivibile ai nostri figli e alle future generazioni?

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