Su scala globale il clima sta cambiando rapidamente. Aumentano le temperature medie e i fenomeni meteorologici estremi, come le ondate di calore, le siccità e possibili conseguenti aridità. In futuro le popolazioni dovranno quindi adattarsi a un ambiente diverso dall’attuale, anche sotto l’aspetto sanitario che giocherà un ruolo sempre più importante. A formulare un’ipotesi innovativa su possibili collegamenti tra gli indici climatici che controllano le oscillazioni dell’aridità e i tassi di mortalità per asma negli Stati Uniti, è un team multidisciplinare del Consiglio nazionale delle ricerche che riunisce ricercatori dell’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Cnr-Irib) e Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac). La ricerca sul collegamento tra climatologia e patologie respiratorie è stata pubblicata su Scientific Reports del gruppo Nature. Il team ha ipotizzato così una correlazione tra condizioni di aridità e tassi di mortalità per asma. Sotto la lente sono finiti i dati sui tassi di mortalità per asma suddivisi in età, genere ed etnia negli Stati Uniti a disposizione sin dal 1950. L’asma è una delle più diffuse malattie respiratorie croniche a livello globale, con un preoccupante aumento di prevalenza sia nella popolazione generale sia nei bambini, in Italia e nel mondo. Negli Usa, in particolare, è una delle malattie più comuni, che colpisce circa 20 milioni di persone ed è responsabile di oltre 5.000 decessi l’anno, con un notevole impatto in termini di costi socio-sanitari. Recenti studi hanno dimostrato che gli adulti hanno una probabilità di morire per asma circa 4 volte maggiore rispetto ai bambini, sebbene dal 1980 al 1998 i tassi di mortalità per asma infantile siano aumentati del 3,4% l’anno. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, le variazioni di aridità sono state correlate con le fluttuazioni di due indici climatici – l’Atlantic Multidecadal Oscillation (AMO) ed il Pacific Decadal Oscillation (PDO) – che riflettono le variazioni della temperatura superficiale degli Oceani Atlantico e Pacifico. E’ emerso che i tassi di mortalità per asma di quattro diversi gruppi di età (5-14 anni, 15-24 anni, 25-34 anni, 35-44 anni) registrano e condividono lo stesso schema di fluttuazioni dell’indice climatico AMO, con periodicità media di 44 anni. Il gruppo Cnr, sulla base di quanto sviluppato negli Stati Uniti, prevede ora di riprendere la ricerca nel Mediterraneo, ampliandola con dati epidemiologici sia dell’asma sia di altre patologie.

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