Manipolare il sistema immunitario per vincere la malattia

Oggi è possibile manipolare il sistema immunitario per renderlo più forte nel riconoscere e aggredire il tumore. Le cellule T del paziente (linfociti T che agiscono contro la malattia) possono essere prelevate dal sangue periferico o dal tumore, cresciute in grandi quantità in laboratorio e restituite al paziente dopo averle “rinvigorite” (TIL Therapy, Tumor Infiltrating Lymphocyte), o “ingegnerizzate” in modo da riconoscere il bersaglio da eliminare (CAR-T Therapy, Chimeric Antigen Receptor T-cell). Due strategie che rientrano nella terapia cellulare, in particolare nella cosiddetta “immunoterapia adottiva”, la frontiera più avanzata nella lotta contro il cancro, oggi applicata nei tumori del sangue e che, nei prossimi anni, sarà estesa a neoplasie solide come il melanoma, il tumore della mammella, dell’ovaio e il glioblastoma.

Ecco l’approccio che sarà al centro del dibattito del XVII Congresso internazionale Nibit (Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori), in programma a Verona dall’11 al 13 ottobre.

Nel 2019, in Italia, sono stimati 371mila nuovi casi di cancro e complessivamente, ogni anno, circa 28mila cittadini sono colpiti da neoplasie del sangue.

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