Protesi al seno per 12.000 donne dopo tumore, meno al Sud

Ogni anno circa 12mila donne scelgono la protesi dopo un intervento di mastectomia al seno, ma questa possibilità è più spesso offerta a chi vive al Centro Nord, dove si trova circa l’80% delle Brest Unit presenti in Italia. Offrirla a tutte è l’obiettivo del Bra Day, la Giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria, che si festeggia oggi il 16 ottobre.

A fare il punto sulla diffusione di questo intervento è stata la presentazione del Manifesto “DONNA X DONNA”, tenutasi presso la Sala Zuccari del Senato.

“Ogni anno ci sono 53.000 nuovi casi l’anno di tumore al seno in Italia – spiega Marzia Salgarello, professore associato di chirurgia plastica all’Università Cattolica del Sacro Cuore Fondazione Policlinico Gemelli Irccs – un quarto di queste pazienti viene sottoposta a ricostruzione della mammella. Di queste il 90%, in tutto circa 12mila, sceglie le protesi, mentre una piccola parte opta per tecniche di trasferimento di tessuto autologo”.

Ancora oggi però, secondo Francesco D’Andrea, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre), “a scegliere una ricostruzione dopo una mastectomia sono circa il 50% di coloro che non hanno controindicazione per farlo. E al Sud non andiamo oltre il 25%”.

Il motivo è che mancano le Brest Unit, ovvero le unità di Senologia in cui lavora una equipe di esperti in grado di gestire al meglio tutti gli aspetti dell’intervento, incluso il chirurgo plastico. Ad oggi “ne esistono molte meno delle 200 previste, e l’80% sono al Nord. Molte regioni non si sono adeguate come avrebbero dovuto”, prosegue D’Andrea, docente ordinario di Chirurgia plastica presso l’Università Federico II di Napoli.

Di qui il Bra Day, a cura della Sicpre e di Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, che prevede visite gratuite, dibattiti e tavole rotonde in tantissimi ospedali italiani.

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