Guidare e consigliare con la consulenza medica di più specialisti le famiglie che vogliono alimentare con questa dieta vegana o vegetariana i propri figli: è il servizio di consulenza offerto all’interno dell’Ambulatorio di nutrizione pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano. Il primo servizio pubblico di questo tipo in Italia, attivo da un paio d’anni, ma ora assurto agli onori delle cronache per diverse critiche arrivate in questi ultimi giorni sui social media, anche da altri medici. A guidarlo c’è Luca Bernardo, direttore del dipartimento di Medicina dell’infanzia ed età evolutiva, con una nutrizionista pediatrica, un endocrinologo pediatrico e un infermiere. Si è deciso di aprire questo ambulatorio di consulenza sulla dieta vegana e vegetariana dopo che nel 2016 venne ricoverato in ospedale un bambino vegano di un anno, con gravi carenze nutrizionali, oltre che complicanze cardiologiche. Visto la diffusione di questo tipo di diete e dei casi di bambini ricoverati in ospedale, Luca Bernardo ha deciso di istituire questo servizio in modo da evitare che le famiglie ricorrano al ‘fai da te’, compiendo pericolosi errori. Si tratta di un servizio pubblico, che dà una risposta ad un problema pubblico, come ha commentato Bernardo. Al di là del giudizio l’obbiettivo è quello di tutelare la salute dei bambini ed evitare che questi pazienti entrino in percorsi poco seri e che possono portare a conseguenze negative. Oggi è necessario rispettare questa scelta di alimentazione e come servizio pubblico dare risposte, senza pregiudizi. L’idea è di accompagnare le famiglie, vegane o vegetariane, verso un’alimentazione corretta per il proprio figlio, perchè il bambino non è un adulto in miniatura, ma ha un fabbisogno nutrizionale diverso, soprattutto nei primi 1000 giorni di vita. Quando non è possibile seguire la dieta vegana, per via di patologie pregresse, acute o altre motivazioni mediche, i medici elaboreranno con la famiglia un’alimentazione diversa”, cercando di conciliare le scelta alimentari con le evidenze sanitarie. Il servizio di consulenza, offerto 1-2 volte al mese a seconda delle richieste, in circa due anni ha seguito una ventina di famiglie.

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