Emergenza Coronavirus: la risposta dell’Ospedale di Montichiari

Quando l’8 aprile 2020 siamo entrati nell’ospedale di Montichiari, in provincia di Brescia, erano trascorsi 45 giorni dall’inizio della pandemia causata dal Coronavirus che ha sconvolto la Lombardia, provocando migliaia di vittime e di contagi. L’emergenza sanitaria, seppure meno pressante rispetto ai giorni drammatici di marzo, era ancora in atto, e lo è tutt’ora.

L’intero ospedale è stato convertito in centro Covid per ovviare alla fame di posti letto, diventati uno dei simboli di questa emergenza, così come quella d’ossigeno. Un evento straordinario, nella sua tragicità, così impattante da aver stravolto le nostre vite e il funzionamento dell’intero sistema sanitario. All’interno della struttura sono stati accolti e curati oltre 500 pazienti.

Secondo le analisi, a fronte di 20 mila accessi al Pronto Soccorso degli scorsi anni, nel 2020, a gennaio se ne sono registrati 1600, 1400 a febbraio e 800 a marzo. Un dato decrescente che non deve ingannare perché, tra questi, il 70% ha necessitato di ricovero. Erano tutti pazienti positivi al Coronavirus, con sintomi più o meno gravi.

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