Sbiancamento senza precedenti della Grande Barriera Corallina

Uno sbiancamento senza precedenti della Grande Barriera Corallina Australiana dopo le temperature dell’acqua record di febbraio. Si tratta di un fenomeno causato delle elevate temperature degli ultimi mesi mettendo sotto stress i coralli che espellono minuscole alghe fotosintetiche, privandoli dei colori.

Una ricerca condotta dall’università James Cook di Townsville, durante la quale è stata fatta una ricognizione aerea di oltre 1000 barriere individuali, il calore infatti ha causato il terzo sbiancamento di massa in appena cinque anni colpendo un quarto della sua intera estensione di 2300 km. E’ la prima volta che ciò avviene da quando è stato osservato uno sbiancamento di massa nel 1998. La barriera ha subito gravi sbiancamenti altre quattro volte, negli anni 2002, 2016, 2017 e ora 2020, tutti causati dall’aumento delle temperature marine legato al riscaldamento globale.

I coralli possono riprendersi da uno sbiancamento lieve, ma gli scienziati avvertono che ora sono più suscettibili alla malattia. Misure per migliorare la loro resilienza includono miglioramento delle qualità delle acque, controllo delle stelle marine ‘corona di spine’, provviste di spine velenifere e responsabili di invasioni molto distruttive ai danni coralli, oltre a ricerca e sviluppo per rafforzare la tolleranza dei coralli al caldo.

La Grande Barriera Corallina si estende al largo della costa nordest dell’Australia ed è la più grande struttura vivente al mondo e patrimonio mondiale Unesco.

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