“Vaccinazione omeopatica” della polmonite interstiziale e tromboembolia

Durante Laboratorio Salute in compagnia del dottor Giovanni Giannotti che commenterà gli ultimi sviluppi del Covid 2019.

Considerando che i decessi da Covid-19 sono avvenuti per due patologie differenti, la polmonite interstiziale e la tromboembolia polmonare massiva con conseguente DIC, è evidente che i coronavirus responsabili sono di due Tipi: Tipo S e Tipo L.

Il Tipo S (SARS-Cov-2), probabilmente è il responsabile del salto di specie del coronavirus del pangolino all’uomo, che causa la polmonite interstiziale; questa polmonite è curabile con lo stesso farmaco omeopatico “altamente suggestivo” che ha già descritto nel 2003 nel libro “SARS, una proposta di cura: “Il coronavirus responsabile della SARS era il SARS-Cov-1”.

Il riscontro clinico della guarigione utilizzando questo farmaco è stato documentato dalla testimonianza della signora Paola Zani che ha assistito il marito affetto da polmonite interstiziale durante tutte le fasi della cura attuata a domicilio.

Come ha sottolineato nel nuovo trattato di medicina e omeopatia, avendo a disposizione tre altissime diluizioni XMK, LMK E CMK, è possibile curare, con il protocollo del Dottor Giovanni Giannotti, tutte le polmoniti interstiziali in sole 9 ore con un miglioramento clinico di circa il 90 % dei sintomi.

La guarigione avverrà in pochi giorni proseguendo la cura con la diluizione alla CMK con restitutio ad integrum del tessuto polmonare colpito dalla polmonite interstiziale.

Le polmoniti interstiziali e la sua più temuta complicanza l’ARDS (mortalità circa il 50%), a prescindere dalla noxa patogena responsabile, sono il “lato oscuro” di ogni reparto di rianimazione; aver trovato una soluzione terapeutica definitiva “altamente suggestiva”, potrebbe creare i presupposti per l’inserimento nelle linee guida terapeutiche per sconfiggerla definitivamente.

Inoltre, tutti i pazienti positivi alla COVID-19 a cui ha prescritto il farmaco omeopatico che utilizza per la cura della polmonite interstiziale, dopo il secondo ciclo di cura sono risultati negativi ai tamponi.

Secondo le dichiarazioni pubbliche fatte da un’emittente francese dal Prof. Luc Montagnier, Premio Nobel per aver scoperto la sequenza del HIV virus, il Tipo L sarebbe il responsabile della tromboembolia polmonare massiva. Secondo il Dr Montagnier, questo coronavirus è un “virus chimera”, sfuggito da un laboratorio dove stavano approntando un vaccino contro l’HIV; il Tipo L, conterrebbe, quindi, una sequenza genica del virus dell’HIV.

Per testare un nuovo vaccino occorrono alcuni anni di sperimentazione prima sugli animali da laboratorio e poi sull’uomo.

Se gli Stati obbligassero la popolazione ad una vaccinazione obbligatoria senza una doverosa sperimentazione, le persone di buon senso, non accetteranno di farsi infettare dal virus dell’HIV, se siero negativi!

Il dottore, come ha sempre dichiarato e scritto nei suoi libri, non è contrario alle vaccinazioni, ma in questo specifico caso, oltre ad appellarsi all’articolo 32 del codice civile, non si farebbe inoculare il virus dell’HIV, anche se attenuato!

Negli anni, quali alterazioni del sistema immunitario innescherebbe un virus così mutevole come il virus dell’HIV?

L’ultima sua ricerca, gli ha consentito di individuare una terapia omeopatica “altamente suggestiva” per la cura della trombo-embolia polmonare massiva e la DIC, creando i presupposti per l’inserimento del nuovo farmaco omeopatico nelle linee guida terapeutiche per sconfiggerla definitivamente.

Agli inizi del mese di aprile, alcuni cardiologi hanno cominciato a sospettare che i pazienti morissero di tromboembolia polmonare massiva e non di ARDS.

Intubare i pazienti affetti da tromboembolia polmonare non era la terapia da attuare, ma si sarebbe dovuto somministrare al più presto una terapia anticoagulante per evitare la formazione dei trombi.

Nelle fasi iniziali in cui il paziente accusa dispnea e desaturazione dell’ossigeno ematico, la TAC potrebbe rilevare un quadro polmonare sovrapponibile tra polmonite interstiziale e tromboembolia polmonare. I clinici, seguendo i protocolli imposti dall’OMS per curare la polmonite interstiziale, non hanno fatto eseguire le autopsie e i test ematici per verificare se fosse in atto una tromboembolia. Un test velocissimo e semplice per fare diagnosi differenziale tra le due patologie è il valore ematico del D-dimero: se normale siamo in presenza di una polmonite interstiziale, se alterato, siamo in presenza di una tromboembolia.

Come ho sottolineato nel recentissimo aggiornamento del trattato, l’unica attenuante per questo gravissimo errore diagnostico è la contemporanea presenza di due Tipi differenti di coronavirus: il Tipo S e il Tipo L.

Lascio ai magistrati il compito di giudicare se ci sono stai gli estremi di “mal practice”; se fosse confermato il reato di mal practice, sarebbe il più grave errore diagnostico e terapeutico mai avvenuto nella storia della medicina moderna.

Avendo a disposizione i farmaci omeopatici specifici per curare la polmonite interstiziale e la tromboembolia polmonare massiva, sto prescrivendo i due farmaci omeopatici ad altissima potenza (XMK), alternandoli ogni 15 giorni. Questo è il modus operandi più efficace per “vaccinare omeopaticamente” la popolazione dalla Covid-19, rendendo inattivi sia il coronavirus Tipo S sia il Tipo L.

L’ultimo aggiornamento del libro “Novel Coranavirus Covid-19 è stato pubblicato domenica 31 aprile.

Di seguito il link dove trovare il libro:

https://docgiannotti.ch/

Per contatti

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docgiannotti@icloud.com

Holos Pharm Sagl – Via Luigi Lavizzari 2a- 6900 Lugano, Svi

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