Il principio di bioenergetica applicato alle piante

La musica fa bene allo spirito, e non è una novità, ma fa molto bene anche alle piante e, fortunatamente, ai vicini. Ne è convinta Sofia Panizza, coltivatrice di erbe di montagna dell’Alta Val di Sole.

A Vermiglio, piccolo borgo tra il Parco Nazionale dello Stelvio e Passo Tonale, ai piedi della Presanella, questa signora porta avanti – anche in piena emergenza Coronavirus – una coltivazione di arnica, camomilla, fiordaliso e tante altre erbe di montagna a colpi di musica: jazz, rock, classica qualsiasi musica ma rigorosamente diffusa alla frequenza di 432 hertz.

Il principio di bioenergetica applicato alle piante, racconta Sofia, avrebbe trovato anche un avallo in ambito universitario. Nella sua visione, i benefici della musica sulle pianete si ripercuotono poi anche sui prodotti derivati, cosmetici e alimentari, che rispondono ai gusti di appassionati e turisti che d’estate visitano la valle. Ma con anche con distanziamento sociale che ha fermato a casa visitatori abituali e potenziali, l’armonia di Sofia incontra comunque chi – oltre ai fiori – si rivela ascoltatore appagato. Giovanni Delpero, un vicino dell’azienda agricola Erbevive, ha raccontato come la musica diffusa da Sofia gli abbia portato confornto nel dolore delle perdite subite dalla sua famiglia per il coronavirus.

Musica per le piante dunque, ma anche come legame soffice per la comunità. E così Vermiglio, uno dei comuni trentini più colpiti dal coronavirus, guarda con fiducia all’estate e a nuove stagioni di armonia.

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