Stampa 3D contro il Covid-19: il ruolo dei maker bresciani di Isinnova

Metti un team di giovani ingegneri, designer, esperti di comunicazione e un’emergenza sanitaria come non si era mai vista negli ultimi decenni. Nella sede di Isinnova, azienda bresciana che si occupa della realizzazione di progetti innovativi, nei giorni più drammatici in cui il Coronavirus stava mietendo vittime, i contagi aumentavano di ora in ora e gli ospedali erano sulle ginocchia, a corto di strumenti adatti ad affrontare la pandemia, è arrivata una telefonata. Il direttore di un giornale locale li informava che all’ospedale Mellini di Chiari c’era l’estrema necessità di valvole per i respiratori, diventate irreperibili, e le persone stavano morendo. Tempo da perdere non ce n’era e il pool, guidato dall’ingegnere Cristian Fracassi, non ci ha pensato due volte. Ha acceso la stampante 3D ed è partita la produzione di valvole a cui è applicato il principio fisico di Venturi, realizzate con una resina sensibile alla luce e polvere in Poliammide12 caricato ad alluminio. L’emergenza, soprattutto in provincia di Brescia, stava assumendo dimensioni drammatiche.

Negli ospedali le terapie intensive erano al collasso, così come i pronto soccorso e tutti i reparti sono stati messi a disposizione dei pazienti Covid. Chi è stato contagiato ha fame d’ossigeno ma in molti casi mancano i respiratori. Ecco quindi che da Isinnova parte una nuova grandiosa speranza. Trasformare le comuni maschere da sub distribuite dalla Decathlon, le più diffuse, in maschere per ossigeno ospedaliere.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata