Wwf e Onu: è ora di una svolta green in Russia

Un appello green, coraggioso, su modello di quello già inoltrato alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al capo della Bce Christine Lagarde, alla cancelliera Angela Merkel e agli altri leader dell’UE. Ma questa volta il destinatario è un altro: Vladimir Putin.

A prendere la parola è l’ambasciatore dell Onu per l’Artico e l’Antartide, nonchè leggenda dell’hockey sovietico (e americano) Viaceslav Fetisov. Insieme con il WWF, lui che fu ministro durante il primo mandato presidenziale di Putin, chiede al leader del Cremlino che l’economia russa faccia un salto di qualità.

“La Russia agisce come un donatore ambientale globale, un importante fornitore di risorse naturali per tutto il mondo, quindi natura, ecologia e biodiversità sono le nostre risorse, i nostri obblighi e il nostro vantaggio strategico a lungo termine”, dice Fetisov che chiede che il governo russo includa requisiti verdi e climatici negli appalti pubblici; sussidi aggiuntivi per aree naturali, sviluppo dell’ecoturismo; emissione di obbligazioni verdi sovrane per finanziare programmi di efficienza energetica, sviluppo di energie rinnovabili e altri settori dell’economia verde.

La pandemia di coronovirus è diventata una grande sfida economica, sociale e ambientale per l’intero pianeta e la Russia – ha aderito all’accordo sul clima di Parigi – non è diversa dagli altri Paesi: la chiave per uscire rapidamente dalla crisi e migliorare la qualità della vita è la transizione verso un’economia sostenibile e verde.

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