Park therapy e suoni naturali contro lo stress da iperconnessi

Se volete entrare nel parco, consegnate cellulare e orologio. A loro posto al posto verrà offerto uno zaino con dentro merende e libri a sorpresa; il tutto da godersi poi lungo un percorso in mezzo alla natura davvero particolare. Siamo in Val di Rabbi, piccola -e per certi aspetti “fiabesca” – valle laterale della Val di Sole, nel Parco Nazionale dello Stelvio. L’idea dello scambio “zainetto digital detox contro smartphone e computer” è delle Terme di Rabbi. L’obiettivo è disintossicarsi dall’iperconnessione digitale, cattiva abitudine diventata in tempo di coronavirus una necessità esasperante. Il contesto è quello più generale di una vera e propria “park therapy” fisica e mentale. “La ‘park therapy’ nasce dalla storia delle Terme di Rabbi del Parco nazionale dello Stelvio che insieme hanno deciso di far vivere questo territorio come un’esperienza di benessere e di cura, dove l’aria pura, l’acqua e silenzi possono essere un elemento di benessere per tutte le persone – dice Sara Zappini, direttrice delle Terme di Rabbi – Abbiamo quindi creato questo percorso, che accompagna poi la classica pratica termale, con pietre, piante, pigne, foglie che sono presenti qui proprio intorno in questa zona. Si passano due ore camminando a piedi nudi, abbracciando gli alberi. E con questa attività si riesce a stimolare tutto il microcircolo e dare veramente benessere al nostro corpo”.

La patologica paura di stare lontano dal proprio smart phone è nei fatti una vera e propria malattia: secondo una ricerca Dscout, ciascuno di noi controlla il proprio cellulare in media 2.600 volte al giorno, con punte di 5.400 per gli utenti più stressati. Un’esperienza detox in val di Rabbi diventa dunque a tal riguardo un primo passo importante verso la riscoperta di stessi. Come confermano quanti concludono le passeggiate. “Ci ha permesso di non solo sentire il profumo del bosco, che è una cosa stupenda, ma anche sentire tutte quelle altre cose che il bosco ci regala e alle quali noi non facciamo caso perché viviamo in situazioni così ‘piene’ che non ci accorgiamo di averle – racconta Elisabetta Nari, turista affezionata – Le cose fondamentali le cose che ci emozionano le devi proprio assaporare e godere di questo momento e questa situazione è stata sicuramente molto bella. E per questo la Val di Rabbi sarà sempre nel nostro cuore”.
“E’ un’esperienza molto rilassante – dice Rino Mistretta, alla sua prima visita in Val di Rabbi – direi ‘new age’ se proprio vogliamo dargli una definizione. E stata una cosa veramente positiva” .

Detox tecnologico, park therapy, percorsi di rigenerazione naturali rientrano tutti in un progetto più ampio di sviluppo turistico del territorio basato principalmente sulla valorizzazione e rispetto della natura. “L’idea della ‘park therapy’ si va sviluppando su tutto il territorio – conferma Zappini – Stiamo pensando stiamo realizzando un secondo percorso che sarà dedicato principalmente all’abbraccio degli alberi e con un omaggio sonoro – Lavoreremo molto bene sui sensi e soprattutto sull’udito con un omaggio a un grande artista e musicista che aveva scelto la Val di Rabbi come terra di riposo e di rigenerazione anche artistica che è Arturo Benedetti Michelangeli. Naturalmente l’offerta si completa col kneipp di san Bernardo, con la via delle malghe e tutta una serie di altri servizi: perché l’idea di avere una Val di Rabbi dal benessere naturale diffuso”.

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