Piacenza è sotto shock a seguito dell’indagine “Odysseus” condotta dalla Guardia di Finanza che ha portato di fatto all’azzeramento della caserma Levante di via Caccialupo. Su otto carabinieri operativi nella caserma, che ora è sotto sequestro, solo uno infatti è risultato estraneo alle attività criminali dei colleghi, indagati per traffico di droga, violenze, soprusi, estorsioni e torture, reati perpetrati almeno dal 2017, anche se i fatti più gravi risalgono agli ultimi mesi di lockdown. Sono iniziati ieri gli interrogatori di garanzia per i militari per cui sono state disposte misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta; cinque sono in carcere, uno ai domiciliari, tre sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, uno all’obbligo di dimora nella provincia. La caserma è sigillata per consentire agli inquirenti il proseguo delle indagini e di fronte allo stabile, da mercoledì è stata posizionata una camionetta dei carabinieri dove stazionano giorno e notte alcuni militari. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha annunciato un’inchiesta interna per far luce su quanto accaduto, mentre si sono già attivati i Ris di Parma per condurre delle indagini scientifiche nella caserma in cerca di tracce  di sangue e segni biologici che possano aiutare le indagini della Procura di Piacenza atte a confermare le accuse mosse attraverso le testimonianze  delle presunte vittime di pestaggi e arresti illegali nella caserma di via Caccialupo. Intanto sono stati azzerati i vertici del comando provinciale, gli ufficiali Stefano Salvo, Marco Iannucci, Giuseppe Pischedda, tutti considerati estranei alla vicenda. Dopo la sospensione del comandante Stefano Bezzeccheri, coinvolto invece nell’indagine, è stato nominato nuovo comandante di Compagnia Gian Carmine Carusone. Il tenente colonnello Alfredo Beveroni è il nuovo comandante del Reparto operativo; il maggiore Lorenzo Provenzano è il nuovo comandante del Nucleo investigativo di Piacenza e arriva dal comando di una sezione del Ros di Milano. Al comando dell’Arma di Piacenza da lunedì è atteso un ufficiale designato dal Comando Generale di Roma, probabilmente il colonnello Paolo Abrate, attualmente tra i vertici dell’Arma milanese.  L’inchiesta aveva preso le mosse dalla segnalazione di un ufficiale dell’Arma che aveva lasciato Piacenza che, sentito come persona informata sui fatti in un’altra indagine, aveva riportato le dichiarazioni di un marocchino che diceva di essere informatore dei carabinieri della stazione Levante e di venire premiato per le soffiate con cessioni di droga custodita in caserma.

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