Salute, collegamento tra fratture e infarti

Molti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari favoriscono anche la fragilità ossea e l’osteoporosi. A metterlo in evidenza i risultati di uno screening effettuato durante la campagna di sensibilizzazione protecturlife.

I dati in 5 città europee (Barcellona, Bruxelles, Monaco, Nizza e Rimini), dimostrano che circa il 15 per cento degli over 60 ha un rischio alto o molto alto di malattie cardiovascolari, il 20,5 per cento è ad alto rischio di fratture da osteoporosi; negli over 65 si sale al 43 per cento nel caso di problemi a cuore e vasi, al 23 per cento nel caso dei pericoli per le ossa.

Le malattie cardiovascolari, oltre a essere tuttora la prima causa di morte in Italia, provocano infarti e ictus che possono determinare una grave perdita di autonomia. Secondo Arrigo Cicero del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Bologna fondamentale è la prevenzione capace di evitare o ritardare eventi che compromettono molto la qualità di vita di una persona.

Prevenzione che servirebbe pure nel caso dell’osteoporosi che, interessa circa 5 milioni di italiani, di cui 1 milione sono uomini, e provoca fratture da fragilità che si presentano per traumi minori a femore, caviglia, polso, vertebre. In Italia queste fratture colpiscono ogni anno circa 550 – 600mila persone; se consideriamo quelle della colonna vertebrale la diagnosi viene eseguita solo in un quarto dei casi, sono perciò molto sottostimate. Fratture e infarti hanno basi più comuni di quanto si potrebbe pensare e fattori di rischio che si alimentano a vicenda come una dieta scorretta, la sedentarietà, il fumo, l’eccesso di alcol.

Tutti elementi a cui si dovrebbe pensare per mettere al riparo la salute di cuore e ossa: evitare ipertensione, colesterolo alto e diabete di tipo 2 con uno stile di vita sano è possibile e così facendo si fa del bene anche alle ossa.

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