Diabete: record meno amputazioni piede al mondo a Vigevano

E’ durato 10 anni lo studio condotto dall’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (Pavia), con 583 pazienti coinvolti, che ha dimostrato come la tempestiva presa in carico multidisciplinare del paziente diabetico abbassi drasticamente l’incidenza delle amputazioni nei casi di ulcera del piede. L’ ospedale vigevanese del Gruppo San Donato vanta il minor numero di amputazioni che siano mai state registrate al mondo in letteratura, se si considerano gli studi con pazienti comparabili a quelli analizzati nel lavoro.

“Questo risultato – sottolinea in una nota l’Istituto – è stato ottenuto grazie a una costante attività di ricerca e a un approccio olistico e conservativo che tiene in considerazione tutti i fattori di rischio e le comorbilità, anche quelle non strettamente legate al diabete”.

Lo studio condotto da un team coordinato dal dottor Carmine Gazzaruso – responsabile delle Unità Operative di Diabetologia, Endocrinologia, Malattie Metaboliche e Vascolari – e che ha visto coinvolte anche l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università Magna Grecia di Catanzaro -, si poneva l’obiettivo di individuare i fattori che potessero in qualche modo annunciare l’esito infausto dell’ulcera al piede, ma anche l’insorgenza di recidive, il tasso di amputazioni e la mortalità in un vasto campione di pazienti diabetici di tipo 2. Il piede diabetico è una complicanza comune del diabete, poiché la sua prevalenza globale è di circa il 6,3% e alto è anche il rischio di sviluppare ulcere, che arriva del 25%. Le ulcere sono associate a un tasso elevato di amputazioni fino a 40 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Un vasto campione composto da 583 pazienti diabetici che presentavano ulcere precoci (entro un mese dalla loro insorgenza) è stato arruolato e seguito nel corso dei 10 anni dello studio.

Durante il periodo di follow-up, il 79,6% dei pazienti ha raggiunto la guarigione mediamente in 7 mesi, mentre il 6,9% ha mostrato una persistenza dell’ulcera, ma solo il 9,9% ha effettivamente subito amputazioni minori, cioè al di sotto della caviglia, e solo il 3,6% amputazioni maggiori, ovvero sopra la caviglia.

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