Agricoltura, innovazione e sostenibilità: i progetti FertiGlobal

Nuove frontiere per l’agricoltura e in particolare per la nutrizione delle colture: di questo si occupa FertiGlobal, azienda italiana con una proiezione globale che, anche nel settore primario punta decisamente su tecnologia e ricerca. Ne abbiamo parlato con Paolo Bonini, CEO di Larderello Group.

“La ricerca, che ha caratterizzato i nostro oltre duecento anni di storia – ha spiegato ad askanews – è il cardine del futuro del nostro gruppo, un gruppo internazionale, ma con radici profonde in Italia. Per questo abbiamo realizzato un tech hub avanzato in Toscana, concentrando a Larderello i nostri investimenti”.

Proprio da qui sono partite le ricerche di nuovi progetti, che, come nel caso di ENVision – un progetto presentato il 24 novembre in occasione di un evento digitale promosso dall’azienda – hanno ottenuto il riconoscimento dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE per un’agricoltura più sostenibile. Con una nuova visione del modo di prendersi cura delle colture.

“Siamo partiti dalla considerazione – ha aggiunto il CEO – che ogni coltura, con le proprie specifiche esigenze, necessita di una protezione ambientalmente sostenibile, per garantire rese di alta qualità. Parliamo quindi di bioattivazione, un processo che rende le colture più robuste e resilienti, in grado di reagire autonomamente sia agli stress causati da patogeni sia a fenomeni naturali, quali la siccità, l’eccesso d’acqua o l’esposizione alla luce solare”.

Le tecnologie e la ricerca, insomma, contribuiscono sia alla qualità dei fertilizzanti, sia alla sostenibilità.

“Questo sia in ambito globale, con un contributo importante alla riduzione nell’utilizzo dei fitofarmaci e al consumo d’acqua sia nella produzione di alimenti più sani, sia produttivo a livello locale – ha concluso Paolo Bonini – con l’impiego di energie rinnovabili come il vapore endogeno e l’energia da esso prodotta, il recupero integrale delle acque di processo e di quelle piovane e il riutilizzo di gran parte degli scarti di lavorazione”.

Anche da qui passa l’agricoltura del futuro.

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