Diagnosi di tumore in Italia per ben 1400 bambini sotto i 14 anni e ad ammalarsi sono circa 800 ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Un dato allarmante che si aggiunge ad un altro fattore preoccupante: in era Covid queste diagnosi arrivano con estremo ritardo compromettendo l’esito delle cure. Nel bambino come si precisa dalla fondazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica (Fieop) – il tempo medio per la diagnosi è di 30 giorni. Negli adolescenti è invece 130 giorni. Questo ritardo è stato accentuato in pandemia. Nella prima ondata si è assistito ad un minor numero di diagnosi di sarcomi, i tumori tipici di questa età, ma il numero è aumentato nel secondo trimestre e sono arrivati nelle strutture con neoplasie in stadi avanzati. A questo si aggiunge inoltre il disagio per quanto riguarda l’assistenza: da marzo 2020, infatti, è vietato l’accesso nei reparti ai volontari delle associazioni, così come le visite agli ospedalizzati. A lanciare l’allarme e a puntare l’attenzione sugli effetti del Covid-19 nelle cure oncologiche pediatriche sono associazioni e clinici in vista della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile che si celebra il 15 febbraio.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata