L’unica città in cui si può allestire la Fiera internazionale del bovino da latte è Cremona, e quindi occorre il massimo impegno istituzionale per riportarla in città. E’ questo il contenuto della mozione unitaria presentata e votata oggi all’unanimità dal consiglio comunale. La richiesta è che governo e regione scelgano Cremona e non Montichiari, designata dall’associazione Anafij a fine marzo, che eroghino il contributo economico necessario, che aprano insieme un tavolo tecnico, sostengano il piano di rilancio e che si ricomponga il territorio attorno alla storica fiera. Il sindaco Gianluca Galimberti dovrà farsi parte attiva per questi obiettivi. A dicembre la manifestazione a Cremona si farà comunque e, come dichiarato dal capogruppo di Fare nuova la città Enrico Manfredini, sarà un referendum tra Cremona e Montichiari. Il futuro della città dipende poi in parte considerevole dall’uso degli spazi della fiera, dove, come ha notato prima dell’inizio del consiglio comunale il direttore Massimo De Bellis, si possono organizzare nel padiglione tre spettacoli di vario genere che in città non trovano posto, viste le regole sul distanziamento sociale. Cremona è unica, ha sottolineato De Bellis, perché dall’estero, come ultimamente in India, chiedono di fare formazione zootecnica, e grazie alle università e agli enti pubblici locali possiamo riuscirci. Si possono poi combinare prodotti diversi con prodotti fieristici, per la promozione del territorio. Cremonafiere dunque si può rilanciare: una necessità, visto che senza la più importante delle manifestazioni lo stesso turismo va in crisi. Gli altri interventi prima del consiglio comunale sono stati quelli dei presidente di Cremonafiere Roberto Biloni e della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio.

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