Torna l’inferno del Festival di Yulin, in Cina, nonostante gli sforzi fatti i questi anni anche attraverso campagne internazionali. Il bilancio negativo, seppur con piccolissimi spiragli di speranza, è tracciato dall’associazione Action Project Animal, che da tempo combatte contro questa orrenda tradizione di morte e che si occupa anche di salvare e curare i cani destinati a diventare cibpo. A niente è servita l’esperienza Covid sul fronte della tutela del benessere animale: i cani che verranno mangiati sono quasi tutti malati, inoltre gli wet market non sono stati chiusi, tranne in casi isolati.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata