I piedi sono una parte fondamentale per il benessere di tutto il corpo, eppure sono troppo spesso trascurati. Più di otto italiani su dieci hanno sofferto almeno una volta di patologie che riguardano queste estremità del nostro corpo, da cui dipendono stabilità ma anche spinta verso il movimento. Delle principali patologie e dei possibili rimedi abbiamo parlato con il podologo Massimiliano Macciantelli: “I disturbi che riguardano i piedi sono molteplici, ci sono alcune condizioni che richiedono una maggiore attenzione principalmente perché evocano il dolore. Queste condizioni sono quelle più invalidanti nella fattispecie mi viene da pensare all’alluce valgo”. Secondo i dati della Società italiana di ortopedia e traumatologia circa un terzo delle donne (il 30%) soffre di alluce valgo, una patologia correlata all aumento dell età, nelle donne soprattutto nella fascia tra i 40 e i 60 anni. In termini di frequenza, poi, seguono le patologie infiammatorie che coinvolgono il tendine d’Achille e la fascia plantare: nel primo caso in genere si tratta di conseguenze legate alla pratica sportiva, mentre la classica tallonite si riscontra anche in chi non pratica sport. Di fronte a questi problemi quando e a chi è consigliato andare dal podologo? “Esistono alcune condizioni che richiedono un interessamento almeno una volta all’anno – prosegue il podologo – e di questi pazienti purtroppo non tutti pervengono nei nostri studi e questi sono i pazienti diabetici. Imparare a tagliarsi le unghie nella giusta maniera, rimuovere callosità laddove si producano scaricare gli ipercarichi con plantari mirati e distrettuali servono a prevenire quelle complicanze”.

Il benessere del piede passa anche da una scelta corretta del tipo di scarpe che si indossano. “La calzatura non dovrebbe mai essere troppo occlusiva e dovrebbe avere una tomaia morbida, elastica e lavabile – spiega – L’ampiezza della scarpa deve tenere conto della misura esatta precisa del piede e se vogliamo essere ancora più bravi quei 5-8 mm in più sono necessari per conferire all’avampiede la possibilità di muoversi al proprio interno”.

Anche il tacco, suggerisce il podologo, deve essere ridotto: 4 centimetri al massimo nella donna, 2,5 nell’uomo. Ma oltre a questi accorgimenti un aiuto per i nostri piedi può arrivare anche da supporti o da una cura adeguata. Chiara Martinelli, Regulatory Manager di Scholl ci racconta l impegno di questa azienda da oltre un secolo per la cura dei piedi: “La sua storia inizia nel 1904 quando il dottor William Scholl, incuriosito dal numero di persone con piedi doloranti, decide di brevettare una soletta da inserire nella scarpa per fornire un supporto all’arcata plantare. Da quel momento è diventato sinonimo di cura del piede fornendo al consumatore diversi prodotti da quelli del benessere quotidiano a prodotti per rispondere a condizioni più specifiche correlate alla salute dei piedi piuttosto che al loro supporto o sostegno”. Soluzioni diverse per le esigenze dei nostri piedi di cui occorre prendersi cura per l’equilibrio di tutto l’organismo.

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