Con uno dei campi eolici più grandi d’Italia – quello di Salemi/Trapani – e con il cantiere in fase di completamento di un innovativo campo eolico a Elimi, sempre in Sicilia, dove si produrranno 115 GWh all’anno, Engie – gruppo energetico francese con una forte presenza nel nostro Paese con 3.500 dipendenti per oltre 1 milione di clienti – è in Italia uno dei palyer più attivi nelle rinnovabili. E come tale guarda con molta attenzione alle linee di transizione energetica tracciate nel Pnrr. “In Italia il nostro è un progetto di lungo termine – dice Damien Touranne, Country Manager Italy & Greece e ceo Engie Italia – Siamo presenti da tanti anni con le nostre attività di servizi energetici. Per esempio solo in Sicilia abbiamo più di duecento dipendenti che lavorano e collaborano con comuni, ospedali, scuole per fare efficienza energetica. Quindi siamo già coinvolti com molte realtà a livello locale e questo è per noi estremamente importante per far crescere e integrare i nostri progetti in armonia con i territori, in ambito locale. Vogliamo raggiungere entro il 2025 complessivamente gli 1,2 GW di energia prodotta da rinnovabili, e già il prossimo anno, nel 2022, raggiungeremo i 500 MW, raddoppiando la nostra capacità installata in Italia”.

In ambito energetico il Pnrr fissa per il nostro Paese un obiettivo ambizioso: arrivare, entro il 2030, ad un quota del 72% dell’elettricità globale da fonte rinnovabile.
Questo vuol dire installare circa 70 GW di potenza rinnovabile nei prossimi dieci anni; ma oggi se ne istallano in media circa 0,8 all’anno.
A frenare la creazione dei nuovi impianti ci sono una serie di problemi, a cominciare dalla complessità del processo autorizzativo. Per raggiungere l’obiettivo del Pnrr servono dunque iniziative concrete e decise. “Serve soprattutto una semplificazione più consistente del processo autorizzativo necessario alla costruzione di questi impianti – dice Samuel Renard, direttore Energie Rinnovabili di Engie Italia – permettendo a chi investe, come noi, di sviluppare e costruire velocemente gli impianti sul terriorio. Serve uno sforzo importante sul ‘permitting’, sull’autorizzazione unica per avere i permessi in tempi più stretti”.

Gli scogli lungo il percorso autorizzativo, che vede spesso autorità territoriali con competenze diverse in contrasto tra di loro, non scoraggiano però i progetti di sviluppo del management Engie. “C’è la volontà concreta di raggiungere gli obiettivi – prosegue Renard – Il ministro Cingolani ha già preso in questi mesi molte iniziative per semplificare i processi autorizzativi permettendo alle imprese di programmare a lungo termine in Italia. Per le imprese è importante, e il ministero ha già affrontato il tema, avere una visione oltre i cinque anni sulle norme per gli impianti. Quindi sì siamo davanti ad un importante punto di partenza”.

A Elimi vicino Marsala, Engie sta realizzando un innovativo parco eolico, con pale da 135 metri di diametro, e turbine che -grazie ad una tecnologia innovativa, a fronte di 38 MW di potenza installata- potranno produrre 115 GWh all’anno. Su terreni nei comuni di Mazara del Vallo e Paternò si stanno invece realizzando due parchi di agro-fotovoltaico che avranno una capacità produttiva di 104MW peak. L’energia prodotta verrà destinata per l’80% alle sedi di Amazon Italia per raggiungere la completa decarbonizzazione delle strutture italiane, e per il 20% al mercato residenziale.

Ma agro-fotovoltaico e eolico se consentono un enorme risparmio di CO2 non sono comunque prive di criticità: dall’impatto sul paesaggio, al rischio del consumo di suolo a scapito della produzione agricola. “Le rinnovabili non si possono sviluppare senza un rapporto virtuoso tra territorio e impianto. Oggi abbiamo tecnologie che ci permettono di ridurre l’impatto visivo; che ci consentono anche di riciclare gli impianti a fine ciclo. Sul fotovoltaico poi abbiamo sviluppato e proseguiremo con impianti ‘agro-fotovoltaici’ che permettono sia di produrre energia elettrica solo su una porzione di terreno, sia di continuare l’attività agricola come era in precedenza. Questo tipo di raccordo, questo tipo di iniziative aiuteranno sempre di più a ridurre i freni allo sviluppo delle rinnovabili sul territorio italiano”.

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