Continuano le indagini per chiarire quanto accaduto in merito alla morte del dottor Giuseppe De Donno, pneumologo ed ex primario dell’ospedale Carlo Poma di Mantova. La Procura indaga per possibile istigazione al suicidio, ipotesi arrivata anche in parlamento il 3 agosto con l’interrogazione scritta dal leghista Paolo Grimoldi, sollevando diversi dubbi sul blitz dei Nas al Carlo Poma di Mantova lo scorso anno. Il professor De Donno, intervistato a suo tempo dopo l’ispezione, aveva spiegato alcuni dei motivi per cui secondo lui la terapia non era popolare nella comunità scientifica. Il Dottor De Donno è stato screditato su tutti i fronti semplicemente perché è andato a toccare gli interessi multimilionari delle case farmaceutiche cercando di promuovere l’unica vera terapia efficace contro il Covid19, il plasma iperimmune, una cura del tutto economica e facilmente reperibile dalle donazioni di sangue dei guariti. Soprattutto è sicuro. Nessun evento avverso. Nessun effetto collaterale. Lo studio, che ha fatto il giro del mondo, e che viene applicata in moltissime nazioni, in Italia purtroppo è stata praticamente abbandonata: il plasma dei guariti non viene più raccolto e le 200 sacche di plasma accantonate non vengono più utilizzate.

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