Il 2020 anno record per il caldo a livello globale, al pari del 2016, il più caldo mai registrato prima. Il dato, diffuso da Copernicus Climate Change Service, il programma di monitoraggio sui cambiamenti climatici dell’Unione europea, sottolinea come quello appeno concluso sia stato il sesto di una serie di anni eccezionalmente caldi a partire dal 2015. Si sono registrati 1,25 gradi centigradi in più rispetto al periodo preindustriale.

Per l’Europa si è trattato dell’anno più caldo mai registrato, con temperature di 0,4 gradi centigradi al di sopra di quelle del 2019. Inoltre, le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare a un tasso di circa 2,3 parti per milione/annuo, raggiungendo un massimo di 413 durante maggio scorso.

La più grande deviazione annuale della temperatura media si è registrata nell’Artico e nella Siberia settentrionale. Qui, la stagione degli incendi è stata insolitamente attiva: è iniziata a maggio ed è continuata tutta l’estate fino ad autunno inoltrato; con una quantità record di anidride carbonica rilasciata e la dimensione della calotta polare artica significativamente inferiore alla media.

In Europa, le temperature dell’inverno 2020, da dicembre 2019 a febbraio, hanno superato il precedente anno più caldo del 2016 di quasi 1,4 gradi C, mentre l’autunno, da settembre a novembre, ha superato il vecchio record del 2006 di 0,4 gradi C.

“Il 2020 si distingue per le temperature eccezionalmente calde nell’Artico e un numero record di tempeste tropicali nel Nord Atlantico – ha commentato Carlo Buontempo, direttore di Copernicus Climate Change Service – non sorprende che l’ultimo decennio sia stato il più caldo mai registrato. Tutto ciò evidenzia l’urgenza di ridurre drasticamente le emissioni per prevenire impatti climatici negativi in futuro”.

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