Identificati 5 geni associati ad alterazioni delle funzioni cognitive sociali (cioè quelle che ci permettono di avere relazioni con le altre persone), collegate ai casi più gravi di schizofrenia. La scoperta, pubblicata sul World Journal of Biological Psychiatry, è dei ricercatori dell’Irccs Fatebenefratelli della provincia lombardoveneta, guidati da Massimo Gennarelli. Attraverso un’analisi genomica condotta su circa 400 pazienti italiani affetti da schizofrenia e altre patologie psichiatriche selezionati dal Network Italiano per la Ricerca sulle Psicosi (NIRP), i ricercatori hanno individuato i geni TMEM74, RAVER2, RUNX1, GXYLT2 e RBPJ come associati alle alterazioni delle funzioni cognitive sociali.

“Questi geni sono presenti in tutte le persone, ma alcuni presentano delle combinazioni e caratteristiche diverse che aumentano la probabilità di avere delle alterazioni nelle funzioni cognitive, e sono presenti nei casi più gravi di schizofrenia. La patologia è più grave infatti, se queste funzioni vengono colpite”, spiega all’ANSA Alessandra Minelli, una delle ricercatrici.

“La nostra attenzione si è focalizzata sull’abilità nell’inferenza sociale, spesso compromessa nei pazienti con schizofrenia e anche in altre patologie psichiatriche – aggiunge Giannelli – Come tutte le malattie psichiatriche, la schizofrenia è una patologia complessa e multifattoriale dovuta dall’interazione tra fattori ambientali e fattori genetici”.

Pur trattandosi ancora di dati preliminari, “questi risultati danno importanti informazioni per una migliore comprensione della sovrapposizione clinica tra la schizofrenia ed altre patologie psichiatriche – conclude Minelli – e potrebbero portare a definire strategie terapeutiche più efficaci e mirate alla persona, nell’ottica di una medicina di precisione”.

(ANSA).

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