Cremona. Una promessa mai mantenuta quella dello spegnimento dell’inceneritore di Cremona, la seconda città più inquinata d’Europa, nonché prima in Italia per livelli di particolato sottile. Lo dicono i numeri degli ultimi studi, tra cui quello dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Ma il rischio che l’impianto di via degli Antichi Budri venga destinato ad accogliere i rifiuti speciali non solo del territorio cremonese ma della Bassa Lombardia potrebbe non essere infondato. Non solo: tra i rifiuti speciali figurano anche quelli sanitari: non sarebbe infatti ancora stata fatta chiarezza sulla parte proveniente da Codogno e destinata alla struttura di San Rocco. Dunque, differenziare prima per riacquistare dopo quello che è stato risparmiato rappresenterebbe un affare da 300mila euro all’anno.

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