Cremona. Sarà una perizia geologica a stabilire con precisione le cause di quanto sta accadendo al terreno di fianco alla piscina da 50 metri della società canottieri Bissolati di Cremona che si trova praticamente tra la ex raffineria Tamoil e il fiume Po. Il terreno è sprofondato e si sono rotte 24 bocchette con dispendio notevole non solo di acqua, ma anche a livello economico. Questa azione è partita in realtà non 11 anni fa, ma due, perché nei primi nove anni la società che gestiva la bonifica per conto della Tamoil non era mai riuscita a farla partire. Ora invece questo tubo funziona e nel 2020 è partito il prosciugamento degli inquinanti. Sono in corso le verifiche per capire se possa risalire all’inquinamento. Stessa cosa, sette anni fa, era accaduta al palazzetto del tennis perché anche allora surnatante e gas che venivano prosciugati avevano destabilizzato la morfologia del terreno, con conseguente rafforzamento di pilastri e i muri di cinta. Un grosso impegno per la società. Per questo, l’apertura per i 4mila soci l’ultimo weekend di maggio dipenderà dalla perizia geologica e dal tipo di interventi che saranno necessari. 

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