Cremona. Sta diventando insostenibile, per trasportatori e famiglie, l’aumento indiscriminato della benzina e dei carburanti che stanno raggiungendo cifre stellari: una situazione che sta mettendo in ginocchio numerose attività e che vede l’Italia primeggiare per quanto riguarda le accise; quelle sulla benzina, nel nostro paese, sono le più alte d’Europa: 0,73 euro per ogni litro di benzina, con 19 voci che risalgono fino agli anni ’50 come la crisi di Suez. Si tratta di poco meno del 50% del prezzo finale, ma se aggiungiamo l’Iva al 22%, si arriva ad oltre la metà del costo al distributore: al 55 per cento. Ai produttori va poi lo 0,59 per cento e ai distributori lo 0.11 per cento. Non solo: il prezzo del petrolio al barile è più basso rispetto a quello del 2008 ma il prezzo è quasi doppio. E non è giustificabile il legame con il conflitto tra Russia e Ucraina, perché l’Italia importa dalla Russia solo il 13 per cento del petrolio. In Francia il governo ha annunciato che dal primo aprile verrà applicato uno sconto di 15 centesimi al litro a chi andrà a fare rifornimento.


