Da Kiev a Manerbio (BS): la storia di Elena e dei suoi 6 figli in affido

Sono giunti in Italia in fuga da Kiev e dalle bombe Artur, Alexander, Mikailov, Daria, Eugenia, Anna e la loro ‘mamma’ Elena ora al sicuro in un appartamento messo a disposizione dell’Associazione Donne Oltre di Manerbio. Sono i primi profughi arrivati nel comune della bassa bresciana grazie al prezioso aiuto del signor Luigi, un cittadino che in passato ha vissuto per due anni nella capitale ucraina. Proprio qui ha conosciuto Elena che gestisce una casa famiglia che accoglie bambini e adolescenti orfani o in difficoltà. La decisione di lasciare la città è maturata quando i servizi sociali ucraini hanno organizzato un treno in partenza per la Polonia. Da lì poi l’incontro con Luigi e la moglie e il viaggio verso Manerbio con il pulmino della Parrocchia di San Gervasio. Elena e i suoi ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, sono stati sommersi dalla solidarietà ma ora più che mai hanno bisogno di un aiuto burocratico ed economico. Artur, il maggiore dei figli, sta anche cercando lavoro come meccanico e la possibilità di effettuare delle lezioni di guida avendo già sostenuto l’esame teorico in Ucraina.