Nella pianura padana la presenza di opere viarie ha portato a una crescita esponenziale di poli logistici e di smistamento per il commercio online, con soddisfazione delle amministrazioni comunali perché questo significa introiti per le loro casse. Questo però significa anche consumo di suolo inarrestabile e terreno sottratto all’agricoltura, ora in sofferenza per la grave crisi idrica e per le scelte che hanno visto privilegiare, negli anni, le importazioni, ora sempre più complicate dalla difficile situazione internazionale. Per questo servirebbe una programmazione lungimirante che, prima di coprire altro suolo con asfalto e cemento, vada a potenziare le infrastrutture già disponibili. Solamente per l’autostrada Cremona-Mantova, ad esempio, 1500 ettari di suolo fertile verranno cementificati. Proprio il progetto dell’autostrada è tornato d’attualità in seguito alla notizia dell’assenza di risorse per il completamento del Tibre ferroviario. La terra è un bene prezioso, fondamentale per il lavoro agricolo e avere a disposizione terra coltivabile significa poter avere produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale.

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