Mentre le votazioni Onu sospendono la Russia dal Consiglio per i diritti umani e i Paesi del mondo si spaccano tra sostenitori del blocco occidentale e oppositori con la Russia, l’Europa sembra dimenticarsi dei teatri di guerra mai sopiti, alimentati da interessi di moderni dittatori dalle ambizioni antiche, come nel caso della Turchia, dove Erdogan porta avanti l’offensiva contro i curdi di Siria e Iraq a suon di bombe, ma anche di Israele.

L’unico obbiettivo che può realmente cambiare le cose, oggi e soprattutto in futuro, è la strada della diplomazia e della pace e uno sguardo più giusto e coerente richiesto all’Europa  perché l’etica non sia solo uno strumento come gli altri da usare a piacimento, secondo il vantaggio geopolitico.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata