Il caso Tamoil torna alla ribalta grazie alla presentazione, questa mattina, in Conferenza dei servizi, dei nuovi dati sull’inquinamento, che mettono in discussione i presupposti su cui si basava il piano di ripristino ambientale del 2011. Secondo quest’ultimo, l’inquinamento della Bissolati non sarebbe stato proveniente dall’esterno. Invece, dai rilievi effettuati è stato trovato kerosene recente, di età non superiore ai 5 anni, ed è noto che Tamoil stocca il prodotto dal 2019. E’ dunque evidente che le barriere idrauliche posizionate da Tamoil non funzionano. La società Bissolati chiede che il Comune prenda posizione e definisca una volta per tutte l’obiettivo primario di individuare la fonte dell’inquinamento.
Paola Talamazzi


