Cremona: oltre 130 medici di famiglia assenti

Cremona.  La carenza dei medici di famiglia a Cremona si attesta attorno alle 130 unità, una situazione che pesa in particolare per l’assistenza negata a migliaia di cittadini. A fronte di questo problema, che da anni ormai, è noto e che la pandemia ha solo aggravato, la risposta non è stata ancora messa in campo. Quantomeno una risposta strutturale e di ampio respiro, in grado di portare davvero una riforma della sanità al servizio dei cittadini. Si parla in questi giorni, sulla scorta di una discussione approdata a un documento della direzione regionale Welfare che recepisce la legge 52 del 19 maggio scorso, di ampliare i massimali dei tirocinanti, portandoli da 650 pazienti a 1100 circa, soluzione che porterebbe qualche sollievo negli ambulatori cremonesi ma che deve fare i conti con criticità di non poco conto. Secondo Cisl Asse del Po la questione deve essere inquadrata anzitutto su due aspetti: l’aspetto del carico di lavoro che va a colpire questi medici che stanno seguendo il triennio di formazione in medicina generale, che potranno aprire l’ambulatorio ricevendo oltre il doppio dei pazienti previsti fino ad oggi, ma che al contempo dovranno proseguire con la formazione e le attività previste. una soluzione potrebbe essere quella di far rientrare nella formazione le ore di ambulatorio, alleggerendo il percorso di specializzazione. Un’altra questione è poi quella della retribuzione, che deve essere adeguata. Intanto sul fronte del lavoro dei medici di medicina generale sul territorio, la situazione rimane davvero esasperante. Gli orari e i carichi di lavoro sono molto pesanti e nell’ordine prosegue la discussione per affrontare e risolvere i problemi. Problemi però che richiedono soluzioni che non siano tampone ma che possano durare e dare la possibilità di un ricambio di professionisti, in numero adeguato alla popolazione.