Crema. Il Consiglio regionale della Lombardia chiede al Ministero della Giustizia di dare alle Regioni la possibilità di ripristinare, attraverso apposite convenzioni, le funzioni giudiziarie dei Tribunali ordinari e delle Procure della Repubblica chiusi negli ultimi anni per razionalizzare le spese. Era avvenuto nel 2012 con il governo Monti, quando il paese aveva urgente bisogno di effettuare ingenti risparmi sui costi per salvare le finanze pubbliche. La riapertura è prevista da una proposta di legge al Parlamento approvata al Pirellone, prendendo in considerazione determinati parametri come l’estensione geografica in rapporto al numero degli abitanti, il tasso di densità delle imprese, le infrastrutture e i trasporti, i flussi dei procedimenti e i carichi di lavoro degli uffici giudiziari.  La gestione e la manutenzione degli immobili sarebbero a carico della Regione, mentre lo stato penserebbe a retribuire magistrati, dipendenti e polizia giudiziaria. In conseguenza del decreto, sono state chiuse diverse sedi distaccate tra cui il tribunale e la procura di Crema, nonostante interessasse un’area di oltre 150.000 persone. I disagi li hanno subiti i cittadini, oltre agli addetti ai lavori, costretti a spostarsi al tribunale di Cremona distante almeno 40 km, sede comunque già in difficoltà per la carenza di personale. Queste chiusure avevano penalizzato imprese e cittadini, allontanandole dal servizio giudiziario. E le promesse per il riutilizzo della struttura cremasca si sono trasformate in polemiche, perché il suo riutilizzo, il recupero a fini sociosanitari non è mai avvenuto.

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