Caso Pamiro: martedì esperti a Crema con il luminol

Crema. Continua la ricerca della verità sul caso di Mauro Pamiro, il 44enne professore d’informatica del liceo Galilei e musicista trovato senza vita il 29 giugno del 2020 in un cantiere edile di via don Primo Mazzolari a Crema, non lontano da casa sua: martedì alle 10, infatti, è fissato l’esame con il luminol dell’abitazione dei coniugi Pamiro e dell’automobile, una Citroen che usava la moglie, Debora Stella, iscritta nel registro degli indagati per omicidio volontario come atto dovuto. Sia la casa che la macchina sono stati restituiti, visto il tempo trascorso, ma il gip si chiede se l’analisi dei beni possa far emergere tracce riconducibili a un’eventuale azione violenta verso Pamiro e se sia possibile indicare con quali mezzi e modalità sia stata effettuata. Lo scorso gennaio, infatti, il gip Giulia Masci non aveva accolto la richiesta di archiviazione del pm Davide Rocco e aveva ordinato nuove indagini, così come chiesto dai genitori del professore, Franco e Marisa Pamiro, che tramite i loro legali, gli avvocati Antonino Andronico e Gian Luigi Tizzoni, si erano opposti alla richiesta di chiudere il caso. Non solo: poco più di un mese fa erano stati effettuati i prelievi sul frammento di tegola trovato, con tracce di sangue, vicino alla testa di Pamiro, per valutare la presenza o meno di impronte o Dna di soggetti diversi dal 44enne. Sempre il gip Masci ha deciso di approfondire ulteriormente quanto dichiarato dalla moglie in Commissariato a Crema dopo il ritrovamento del corpo del marito, parole che poi la donna aveva ritrattato. I risultati saranno poi resi noti il prossimo 7 di ottobre, quando è stato fissato l’incidente probatorio.