“Non ci sono soldi” è il mantra che i cittadini delle case Aler del Cambonino si sono abituati a sentire ad ogni segnalazione. Le problematiche non sono mai risolte e l’esasperazione cresce. Ci sono voluti mesi per attivare un intervento dopo un incendio scoppiato nell’ottobre scorso nelle cantine di una palazzina,  e i lavori sono stati lasciati a metà. Muffa e infiltrazioni creano problemi quotidiani nelle case e nelle cantine ma nessuno risponde. A questo si aggiungono i topi. I cittadini lamentano poi  l’inciviltà che continua a creare conflitto in quartiere, con menefreghismo, degrado e a volte dispetti. Lo strumento attivo è il Comitato di quartiere e la buona volontà dei singoli, ma i problemi sono tanti e l’assenza degli enti preposti lascia poco margine di miglioramento. Oltre alla manutenzione degli alloggi abitati, c’è il problema di quelli lasciati liberi, che non vengono recuperato e rimangono chiusi, creando ancora più degrado e isolamento tra chi rimane solo nell’edificio e togliendo la possibilità di riassegnare gli spazi a nuclei bisognosi. L’abbandono si registra anche nei pochi negozi ormai chiusi, a servizio del quartiere.

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