Cremona. La promessa era quella di avere maggior risparmio energetico grazie alla possibilità di ricavare calore da fonti alternative a quelle fossili, con il teleriscaldamento. Oltre a sembrare la cosa migliore da fare dal punto di vista ecologico. Invece, ora, è arrivata la beffa, perché le ultime bollette sono salatissime anche nel territorio cremonese e non sono aumentati solo i prezzi, ma anche le polemiche e le proteste sono lievitate, soprattutto dove il servizio è diffuso, come a Cremona, dove il sistema di teleriscaldamento è stato uno dei primi a produrre e distribuire calore negli Anni Ottanta, con una rete che oggi arriva a più di 600 edifici. Tutto questo, oltre a mettere il ginocchio gli utenti, fa perdere di valore agli immobili che lo utilizzano perché oggi, a fronte di una crisi che riguarda ormai molti settori, compreso quello del mattone, difficilmente qualcuno acquisterebbe un edificio con bollette che ormai sono insostenibili. Per questo la protesta si sta allargando anche nel Bresciano.  

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