I controlli bisettimanali effettuati alla società canottieri Bissolati proseguono senza sosta per monitorare lo stato delle acque del sottosuolo. La presenza del surnatante è costante, anche a causa della siccità, e l’inquinamento dell’ex raffineria prosegue. Forti di dati e documenti, i canottieri hanno aperto una causa contro l’ex raffineria, che entro fine anno dovrà decidere come porsi nei confronti della prima vittima cremonese del disastro ambientale i cui effetti sono ancora in corso. Tra le conseguenze c’è quella dei costi che si sono moltiplicati a dismisura per qualsiasi nuovo intervento sulle strutture o per il ripristino dei danni. Per non parlare della movimentazione del terreno che, essendo inquinato è rifiuto speciale e costa sette volte di più. Perfino l’acqua è sempre più cara, a causa del divieto di utilizzo dei pozzi presenti all’interno della società.

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