E’ una vera e propria agonia quella che stanno vivendo i ghiacciai dell’arco alpino. Da oltre quarant’anni è in atto una fase di riduzione e oltre 200, tra i più piccoli, sono già scomparsi, lasciando il posto a detriti e rocce. Riserve d’acqua dolce enormi che non esistono più. Il rapido ritirarsi delle fronti glaciali comporta anche la perdita di biodiversità. E il ruolo dell’uomo, in questa fase terminale, è notevole.

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