Cremona “Le Corde dell’Anima”, il “Festival di mezza estate”. Ora “Acque Dotte”. Cremona colleziona da anni la cancellazione di grandi eventi. Eventi pensati, realizzati, fatti crescere e infine cancellati. Insomma, un doppio spreco. L’ultimo in ordine di tempo è “Acque Dotte”, rassegna culturale e musicale realizzata in estate in sinergia con il Comune di Salò e nell’ultima edizione, del 2019, estesa con una collaborazione anche a Mantova. Da quella quinta edizione, di Acque Dotte non si è saputo più niente e l’evento è sparito. Certo, nel 2020 lo stop è stato imposto dal Covid, ma se oggi eventi e concerti sono ripartiti un po’ ovunque, non così si può dire di Acque Dotte. E pensare che il sindaco di Salò, Giampiero Cipani, ancora oggi attende una risposta dal collega Galimberti o dall’assessore alla cultura, Luca Burgazzi. Sì, perché se dopo lo stop imposto dalla pandemia, in quel di Salò ci si è chiesti quando riprendere la rassegna, a Cremona non si è andati oltre qualche vaga considerazione. Risulta che il sindaco di Salò abbia parlato con l’amministrazione cremonese, ma salvo qualche apertura di circostanza, niente di concreto. Il risultato? Anche per il 2022 del Festival non si è parlato e pare ormai scontato considerare chiusa l’esperienza. Scontato ma non logico, poiché quella rassegna, ben coordinata dal direttore artistico Roberto Codazzi, dal punto di vista turistico e culturale rappresentava un volano eccezionale per Cremona. Basti pensare che la rassegna è nata nel 2015 e in sole 5 edizioni ha portato in città artisti di richiamo come Jethro Tull, Nek, Simple Minds, Franz Ferdinand, Venditti, Francesco Renga e tanti altri. Il tutto in tandem con Salò e con reciproco scambio in termini turistici e culturali. Solo con l’ultima edizione a Cremona sono state registrate medie tra i 3 mila e i 4 mila spettatori per concerto, e i concerti sul fronte cremonese sono stati quattro. Senza contare che la kermesse era pensata anche per far entrare Cremona in un circuito turistico e culturale ben più ampio, con sviluppi sul fronte bresciano e del lago di Garda. Eppure, superata la pandemia, superata con l’archiviazione una vicenda legale legata a un’assegnazione diretta da parte del Comune, la rassegna è finita nel dimenticatoio e il Comune di Cremona non pare essersi degnato di rispondere al sindaco di Salò. E pensare che proprio durante la presentazione dell’edizione 2019, il sindaco Galimberti ha evidenziato, parole sue, quel legame tra il lago e il fiume che significa promuovere Cremona in un bacino turistico importantissimo. Promozione, ha aggiunto, che si estende grazie alla collaborazione con Mantova che sarà anch’essa protagonista con grandi concerti. Ma anche Acque Dotte ce lo siamo giocato. E senza un vero motivo.

Federico Centenari

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