Cremona. Una sorta di “brand Cremona” ispirato dal Torrazzo. Ecco la filosofia all’origine dei quattro totem metallici che a giorni sarranno collocati a Porta Milano, Porta Venezia, Porta Romana e Porta Po. L’intervento, che è parte del progetto “Un salotto per Cremona”, sta entrando nel vivo, come mostrano gli scavi già effettuati nelle aree che ospiteranno i totem metallici. Sulle strutture verrà riportato il toponimo con un colore specifico per ciascuna porta: blu per Porta Milano, giallo per Porta Venezia, grigio per Porta Roma, rosso per porta Po. Le strutture, così come si apprende dalla relazione tecnica dell’architetto Stefano Corbari, che per l’ideazione si è avvalso di un nutrito gruppo di progettazione, saranno in acciaio “corten”. Le lettere verranno tagliate a laser da lamiere d’acciaio verniciate a forno. Sempre dalle relazioni trasmesse all’amministrazione comunale si apprende che i totem saranno costituiti da profilati composti e saldati a forma triangolare. Le strutture avranno un’altezza di 11,22 metri e i profilati saranno collegati fra di loro con aste a sezione circolare del diametro di 16 millimetri. La fondazione di ciascuna delle quattro torri sarà costituita da un plinto in cemento armato delle dimensioni di 2,50 metri per 2,50 metri per 80 centimetri. Il progetto complessivo nel quale rientra la posa delle torri, già ampiamente criticate da molti cremonesi dopo l’uscita dei primi rendering per quel loro aspetto da “centro commerciale”, prevede una spesa complessiva di 220 mila euro, in parte sostenuta dal Comune e in parte dalla Regione. A proposito dell’idea delle torri, nella relazione trasmessa al Comune i progettisti precisano di essere partiti dal “simbolo primigenio di identità cremonese” – questa la definizione usata nella relazione – ossia il Torrazzo. La volontà è stata dunque quella di replicare il simbolo della città in ciascuna delle porte d’accesso al centro storico. Queste torri minori, precisano i progettisti, segneranno l’inizio della città antica recando il brand Cremona e il toponimo della porta d’accesso. Nella relazione si precisa inoltre che le torri verranno realizzate in struttura metallica formata da tre montanti a loro volta composti da tre lame, collegati con esili tondini secondo una forma istantaneamente riconducibile al Torrazzo. Anche l’altezza dei totem rimanda al simbolo di Cremona, dal momento che è rapportata a un decimo della torre campanaria, dunque 11,22 metri. Insomma, nella città dell’acciaio, del verde ammalorato e dell’inquinamento sempre alle stelle, ecco spuntare quattro torri metalliche con tanto di scritte e colori. Resta aperto l’interrogativo che già molti concittadini si sono posti: in tempi di ristrettezze, di rincari e di pesanti batoste in arrivo su luce e gas anche a carico dei servizi erogati dall’amministrazione, era davvero necessario investire così quei 220 mila euro?

Federico Centenari

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