Il Mediterraneo è sempre più un mare di plastica che arriva dai 19 Paesi costieri che includono 505 città entro i 10 chilometri dalla costa, dai fiumi e dalle rotte marittime più trafficate. E la plastica nel mare si accumula sui fondali, sulle coste ma anche negli organismi. Nel primo appuntamento del filone “Puliamo l’Italia”, oltre mille volontari hanno ripulito dai rifiuti circa 1 milione di metri quadri di spiagge da Fiumicino a Policoro e sono stati riempiti circa un migliaio di sacchi della spazzatura. Diverse le varietà di rifiuti raccolti, tra cui tantissimi bastoncini di cotton fioc e frammenti di plastica mescolati alla sabbia, sedie di plastica e bottiglie sia di vetro che plastica. La giornata, all’insegna del volontariato, che si ripeterà, ha finalità importanti. Il progetto coinvolge diverse realtà, tra cui il WWF che ha coordinato le azioni diffondendo dati e informazioni scientifiche sul tema dell’inquinamento da plastica nei nostri mari. I rifiuti sulle coste, soprattutto quelli di plastica, hanno impatti su piante, animali e sugli equilibri degli habitat degli ecosistemi costieri. Gli organismi, vegetali o animali, possono finire intrappolati o feriti, possono ingerire la plastica, oltre che assorbirne le sostanze tossiche ad esse legate.

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