Cremona.

Poco meno di dieci mila euro per prendere atto di quel che si sa da anni. Tanto è costato il convegno voluto dal Comune di Cremona sulla qualità dell’aria che si è tenuto venerdì 7 ottobre a CremonaFiere. 

Se non altro è la prima volta che, a fronte di report sempre più drammatici sulla qualità dell’aria a Cremona e in Lombardia, si organizza un evento a tema. Ma in tanti sono rimasti delusi dall’evento che, si apprende adesso, è costato 9.432 euro. 

Sì, perché l’affitto degli spazi di CremonaFiere è costato 3.538 euro Iva compresa, mentre al moderatore, il divulgatore e conduttore radiofonico Maurizio Melis sono andati 3.172 euro. Alla ditta VAL VAL di Soresina che si è occupata del catering, infine, sono andati 2.722 euro.

Quanto all’appuntamento, si è rivelato più per addetti ai lavori che non per i cittadini. Molte le parole di circostanza, ampio spazio alla descrizione dello stato attuale ma ben pochi impegni concreti per contrastare un fenomeno, quello dell’inquinamento ambientale, che pone Cremona al primo posto in Italia e al secondo in Europa.

Sono state analizzate le principali cause, passando dal traffico veicolare ai riscaldamenti. E’ stato toccato il tema della sostenibilità in agricoltura ma di industria si è parlato poco, basti pensare che nessun accenno è stato fatto alla vicenda Tamoil, che ancora produce i suoi effetti a distanza di decenni.

Grande delusione, inoltre, è stata registrata in chi si attendeva dall’evento – durato un’intera giornata, dalle 9 alle 17 – una panoramica sulla principale ricaduta della nostra disastrosa situazione ambientale, ovvero la salute. Tradotto, la presentazione degli esiti del tanto atteso studio epidemiologico. 

Su questo fronte si è registrato solo qualche passaggio, ad esempio la precisazione del fatto che è stato implementato il modello matematico per la ricaduta delle polveri. Sullo stato di avanzamento dello studio, tuttavia, ben poco di concreto, così come nessun cenno è stato fatto sullo stato di salute della popolazione residente.

Convitato di pietra, la politica: nessuna linea politica concreta per far fronte alla grave situazione ambientale è emersa dal convegno. Segno che si naviga ancora a vista, affidandosi a impegni di facciata – iniziative come la proiezione di luci verdi sul Torrazzo o la presentazione in pompa magna della vernice antismog usata una volta soltanto e a scopo dimostrativo – prediligendo le passerelle.

Passerelle costose, dal momento che la giornata è costata al Comune quasi dieci mila euro in tutto.

Federico Centenari

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