Ancora fari puntati sulla malavita organizzata e i tentacoli nell’imprenditoria locale: a tornare nella rete i due imprenditori crotonesi trapiantati nel reggiano Antonio e CesareMuto attivi nel settore della logistica e trasporti. Sono stati sequestrati nove milioni di euro di beni a loro riconducibili da parte dei carabinieri del comando provinciale di Modena e del Ros di Bologna, al termine delle indagini iniziate già anni fa nel solco dell’inchiesta Aemilia e dell’inchiesta Grimilde, sempre relativa alla cosca di ndrangheta di Nicolino Grande Aracri. Antonio Muto si trova  attualmente in carcere dopo la condanna in primo grado a 20 anni proprio nel processo Aemilia per associazione mafiosa, truffa ed estorsione; il fratello Cesare invece si trova in libertà. Nell’ultima operazione dei carabinieri sono finite sotto sequestro cinque aziende dei settori autotrasporti e immobiliare;  sei immobili tra cui due case, 92 veicoli tra cui 28 trattori stradali; due ettari e mezzo di terreni.  Ci sono anche 18 rapporti bancari sequestrati d’urgenza, le cui giacenze complessive sono tuttora ignote.  I beni sono stati sequestrati nelle province di Reggio Emilia, Parma, Mantova e Crotone. I due fratelli erano a capo di cinque aziende nel settore immobiliare, della logistica e del trasporto di inerti, con sede legale a Gualtieri in provincia di Reggio Emilia ma operative su un vasto territorio del nord Italia, in Trentino. Tra le società riconducibili ai due fratelli figura anche la Muto Logistica e trasporti srl di Suzzara, già colpita da interdittiva antimafia tanto che, per ovviare al problema, intestando le quote al prestanome Salvatore Nicola Pangalli era stata fondata la società  Cospar Srl con sede a Parma, per la commercializzazione degli inerti. Con i fratelli Muto sono indagate altre 4 persone risultate prestanome per attività riconducibili ai fratelli. Le indagini, inoltre, hanno confermato i legami tra gli stessi fratelli Muto e gli altri imprenditori già condannati per aver fatto parte del sodalizio ‘ndranghetistico emiliano.

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