I magnate delle tecnologie ne vietano l’uso ai figli ma nello stesso tempo li propongono nelle scuole. Visto il palese controsenso di questa situazione, ci siamo recati presso l’associazione ‘Un villaggio per crescere’, a Parma e abbiamo intervistato coloro che hanno collaborato nella creazione degli ambienti scolastici in cui ci siamo recati e nell’applicazione del Metodo Montessori.

Come in altre scuole ‘alternative’ alle tradizionali, qui si privilegiano il rapporto dei bambini con la Natura e le relazioni sociali all’uso delle tecnologie. Sono in crescita i ragazzi che, assorbiti nel mondo solitario del virtuale oggi hanno difficoltà a relazionarsi, e per evitare questo, è importante una cura che parta dall’ambiente scolastico in primis. Quel che sembra mancare è anche la consapevolezza dei genitori su questi temi. L’allarme è confermato anche dall’Oms le cui linee guida indicano divieto assoluto dei mezzi tecnologici per i più piccoli ed una limitazione in termine di tempo passato davanti agli schermi per tutti. L’Oms spiega che il tempo trascorso davanti allo schermo può danneggiare i bambini e indica correlazioni con sovrappeso, obesità, problemi di sviluppo motorio e cognitivo e di salute psico-sociale.

Inoltre l’eccessiva esposizione ai dispositivi rischia di ledere la capacità di esprimere emozioni e comunicare efficacemente.

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